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PROSSIMO APPUNTAMENTO
IL CIRCOLO SOCIALISTA BETTINO CRAXI AREZZO - CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI POPPI  ORGANIZZA UN CONVEGNO SUL TEMA :

“ A 150 ANNI DALL’UNITA’ D’ITALIA, DISCUTIAMO DI RIFORME ISTITUZIONALI E COSTITUZIONALI “

Poppi (Ar) Sabato 11 Settembre 2010 ore 16,00  – Salone delle Feste Castello dei Conti Guidi g.c.
 
CON NAPOLITANO FINO IN FONDO, APPREZZAMENTO PER LA SCELTA DI RENZI E FANFANI

Il PSI sta con Giorgio Napolitano perché la battaglia democratica si sta combattendo nell’ultima trincea, quella della presidenza della Repubblica. Nei due campi della politica italiana, i legulei e i fondamentalisti di piazza, stanno trascinando l’Italia verso la notte della Repubblica. È incredibile che il centrosinistra non si renda conto che siamo all’epilogo della crisi istituzionale e solo un trasversalismo politico che si occupi della sostanza democratica può evitare il rischio di un “blocco di ordine” verso cui potremmo precipitare. Al mixer di scemenza e di arroganza del PdL, i riformisti del centrosinistra avrebbero dovuto assumere la lezione di Togliatti che nel 1945 rientrando in Italia si guardò bene dal non riconoscere il re e Badoglio.

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CIE; CIUCCHI, NESSUNA INTEGRAZIONE SENZA SICUREZZA

«Sui Cie si dovrà misurare la capacità delle forze politiche toscane, ed in particolare di quelle di sinistra, di affrontare la questione-immigrazione con responsabilità e pragmatismo. La decisione del Governo di aprire un centro in Toscana entro l’anno dà alla nostra regione l’opportunità di mettere alla prova la propria capacità di accoglienza, che fino ad oggi si è dimostrata forte anche grazie a solide strutture sociali e ad una radicata rete di volontariato. Va da sé che oggi non si può parlare di vera integrazione se l’accoglienza e la tutela dei diritti umani e civili di chi vive nel rispetto della legge non sono bilanciate da altrettanto decise politiche volte a garantire la sicurezza dei cittadini e a contrastare le sacche di illegalità che si annidano nell’immigrazione non regolare. Non c’è pacifica convivenza senza legalità, non c’è integrazione senza sicurezza».
È quanto sostiene Pieraldo Ciucchi, presidente del gruppo PSI in Consiglio regionale, a proposito del dibattito sui Cie, i centri di identificazione ed espulsione.
«Il candidato alla presidenza della Regione Enrico Rossi – conclude Ciucchi - ha assunto sui Cie una posizione chiara e responsabile, e sarebbe davvero grave se a frenare questo indirizzo fossero le sparate demagogiche e provinciali del centrodestra, che vorrebbe i Cie purché non nel proprio ‘giardino’, o quelle ideologiche e anacronistiche della sinistra movimentista e comunista».

CRAXI, IL DEBITO PUBBLICO E I PIFFERAI MAGICI

di Pieraldo Ciucchi, segretario regionale PSI

Tra le cantilene che i tanti pifferai magici della mai nata Seconda repubblica amano intonare (alcuni per ignoranza, altri, cosa ancor più grave, per ragioni di opportunismo politico), c’è quella che vorrebbe imputare ai governi degli anni ’80 ed in particolare a quelli guidati da Bettino Craxi l’esplosione del debito pubblico in Italia. Il leader del PSI, insomma, avrebbe avuto fra i tanti demeriti quello di avere gonfiato a dismisura il rapporto tra il debito e il PIL, creando una voragine nei conti italiani. Chiedere a costoro di rimettere in discussione tale ‘dogma’ significherebbe screditarne le fortune politiche e mediatiche che attraverso una simile campagna propagandistica si sono faticosamente costruiti; eppure, lo hanno fatto a spese di una realtà che dice tutt’altra cosa. Per fortuna nel nostro Paese c’è ancora chi non si affida alle verità precotte ma cerca di capire, si fa domande e va a cercarsi le risposte. Perché le risposte ci sono e stanno nei numeri di tanti, autorevoli ed inconfutabili studi sull’andamento del debito pubblico che, con un minimo sforzo, possono anche essere scovati su internet. Ormai due anni fa (il 15 gennaio del 2008) Sergio Romano pubblicò sul Corriere della Sera un interessante articolo in risposta ad un intervento di un lettore, evidenziando come le responsabilità della crescita del debito pubblico non siano da attribuire ad un particolare governo (e non ha caso Romano cita il governo Craxi, liberandolo da una simile ‘colpa’) ma ad un sistema politico che “esige patteggiamenti e compromessi, in cui ogni decisione comporta spossanti negoziati e viene raggiunta soltanto dopo una distribuzione di compensi a tutti coloro di cui è necessario ottenere il consenso”.

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