Regione Toscana
Home Appuntamenti Materiale Newsletter Photogallery
Ufficio Stampa
Attivita consiliare ed istituzionale
L'album di famiglia
2004_nenni-little.jpg
Sondaggi
Home
22 GENNAIO 2010, FIRENZE - DALLE RIFORME ALLE RIFORME

La relazione di Pieraldo Ciucchi, segretario regionale del PSI, al convegno "Dalle riforme alle riforme. La crisi della Repubblica, il futuro dell'Italia"

 
CIE; CIUCCHI, NESSUNA INTEGRAZIONE SENZA SICUREZZA

«Sui Cie si dovrà misurare la capacità delle forze politiche toscane, ed in particolare di quelle di sinistra, di affrontare la questione-immigrazione con responsabilità e pragmatismo. La decisione del Governo di aprire un centro in Toscana entro l’anno dà alla nostra regione l’opportunità di mettere alla prova la propria capacità di accoglienza, che fino ad oggi si è dimostrata forte anche grazie a solide strutture sociali e ad una radicata rete di volontariato. Va da sé che oggi non si può parlare di vera integrazione se l’accoglienza e la tutela dei diritti umani e civili di chi vive nel rispetto della legge non sono bilanciate da altrettanto decise politiche volte a garantire la sicurezza dei cittadini e a contrastare le sacche di illegalità che si annidano nell’immigrazione non regolare. Non c’è pacifica convivenza senza legalità, non c’è integrazione senza sicurezza».
È quanto sostiene Pieraldo Ciucchi, presidente del gruppo PSI in Consiglio regionale, a proposito del dibattito sui Cie, i centri di identificazione ed espulsione.
«Il candidato alla presidenza della Regione Enrico Rossi – conclude Ciucchi - ha assunto sui Cie una posizione chiara e responsabile, e sarebbe davvero grave se a frenare questo indirizzo fossero le sparate demagogiche e provinciali del centrodestra, che vorrebbe i Cie purché non nel proprio ‘giardino’, o quelle ideologiche e anacronistiche della sinistra movimentista e comunista».

CRAXI, IL DEBITO PUBBLICO E I PIFFERAI MAGICI

di Pieraldo Ciucchi, segretario regionale PSI

Tra le cantilene che i tanti pifferai magici della mai nata Seconda repubblica amano intonare (alcuni per ignoranza, altri, cosa ancor più grave, per ragioni di opportunismo politico), c’è quella che vorrebbe imputare ai governi degli anni ’80 ed in particolare a quelli guidati da Bettino Craxi l’esplosione del debito pubblico in Italia. Il leader del PSI, insomma, avrebbe avuto fra i tanti demeriti quello di avere gonfiato a dismisura il rapporto tra il debito e il PIL, creando una voragine nei conti italiani. Chiedere a costoro di rimettere in discussione tale ‘dogma’ significherebbe screditarne le fortune politiche e mediatiche che attraverso una simile campagna propagandistica si sono faticosamente costruiti; eppure, lo hanno fatto a spese di una realtà che dice tutt’altra cosa. Per fortuna nel nostro Paese c’è ancora chi non si affida alle verità precotte ma cerca di capire, si fa domande e va a cercarsi le risposte. Perché le risposte ci sono e stanno nei numeri di tanti, autorevoli ed inconfutabili studi sull’andamento del debito pubblico che, con un minimo sforzo, possono anche essere scovati su internet. Ormai due anni fa (il 15 gennaio del 2008) Sergio Romano pubblicò sul Corriere della Sera un interessante articolo in risposta ad un intervento di un lettore, evidenziando come le responsabilità della crescita del debito pubblico non siano da attribuire ad un particolare governo (e non ha caso Romano cita il governo Craxi, liberandolo da una simile ‘colpa’) ma ad un sistema politico che “esige patteggiamenti e compromessi, in cui ogni decisione comporta spossanti negoziati e viene raggiunta soltanto dopo una distribuzione di compensi a tutti coloro di cui è necessario ottenere il consenso”.

Leggi tutto
IL PARTITO DELL’ASSEMBLEA COSTITUENTE

Il PSI deve qualificare la propria azione politica su idee e programmi forti. Si tratta di riprendere il cammino, con coraggio, guardando in faccia alla realtà per quella che è. Forti di alcune convinzioni. Primo. Ci sono tutte le condizioni perché il PSI possa rafforzarsi e contare di più, e verrà il giorno in cui risulterà utile al paese averlo difeso. Secondo: nessuno può credere in noi, se noi per primi non siamo in grado di credere in noi stessi. Il nostro successo non è nelle mani di nessuno, se non nelle nostre. Terzo, la nostra autonomia, che oggi significa distinzione netta dalla sinistra antagonista, non implica né isolamento né vivere in un ghetto. Ma, al contrario, capacità di dialogo con tutti, affrontando la politica con le nostre idee e le nostre forze. La prima condizione per riconquistare la nostra credibilità è spiegare per quali ragioni dopo quindici anni di “seconda repubblica” il paese sia così profondamente in crisi, dal punto di vista politico, morale, economico e sociale. E battere su questo chiodo con insistenza e sintesi. Per Berlusconi il paese è in crisi perché lui ha meno potere di quello che vorrebbe avere. Per gli antiberlusconiani il paese è in crisi perché c’è Berlusconi. Per noi il paese è in crisi per effetto di un sistema bipolare drogato che ha compromesso le strutture portanti di uno stato democratico e funzionante, le sue istituzioni e il suo sistema di potere. Siamo di fronte ad uno stato che non risponde più alla attese dei cittadini, a tutti i livelli, nazionale e locale.

Leggi tutto
<< Inizio < Prec 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Risultati 1 - 4 di 275
 
 
• Gruppo PS Consiglio Regionale della Toscana • Via Cavour 2 • Firenze • Tel.:055.2387544 • Fax:055.2387550 •
© 2008 Gruppo PS Consiglio Regionale della Toscana | CF:94079870484 Designed by Siti internet Firenze ePoint